Vitigni Aromatici: scopriamoli!

Vitigni Aromatici: scopriamoli!

Vitigni Aromatici: non chiamateli “da femminuccia!”

Per chi, come me, è cresciuto in una zona vocata per la produzione del vino dove persino i nonni coltivavano nel loro piccolo appezzamento di terreno la loro uva per un consumo casalingo, avrà dei ricordi d’infanzia legati a odori e sapori di quei piccoli acini che andava a strappare dai grappoli della vigna per sentir scorrere quel succo carico di zuccheri e aromi dolci quale era l’uva sotto il periodo della vendemmia.

Capita poi di diventar grandi e di appassionarsi al vino e iniziare a collegare con la memoria i sentori e aromi già riscontrati in precedenza unendoli a quello che stiamo degustando. E girando il mondo e stappando vini ti imbatti nel Moscato Bianco e li il cassetto dei ricordi si apre improvvisamente; gli stessi identici sentori che “mangiavi” da piccolo te li ritrovi in un bicchiere di vino, senza alterazioni di quella che era la tua memoria su quel gusto, quasi come tu stessi bevendo un succo concentrato di quell’uva mangiata tempo addietro.

Un ricordo di più di 150 aromi” come dice Pierre Galet, identificando il Moscato come il vitigno aromatico per eccellenza. Ma da dove vengono questi sentori e soprattutto, cosa vuol dire VINI AROMATICI ?

vitigni aromatici

Alla scoperta dei vitigni aromatici

Prima di tutto alcune definizioni, come gli Aromi primari, secondari e terziari. Prendiamo in considerazione solo i primi due definendo i profumi primari o varietali quelli che derivano direttamente dal vitigno mentre quelli secondari quelli derivanti dal processo di vinificazione, che si formano durante la fase di fermentazione e maturazione del vino prima dell’imbottigliamento.

I vitigni aromatici producono, grazie a una quantità importante di terpeni nelle loro bucce, profumi diretti propri della grande famiglia degli aromi primari. Geraniolo, linarolo e nerolo sono i terpeni più noti che rimandano a sentori più riconducibili alla salvia, al bergamotto, basilico, muschio, rosa, pera e pesca. In base alla presenza di queste molecole, i vitigni si distinguono in:

  • VITIGNI AROMATICI
  • VITIGNI SEMI-AROMATICI
  • VITIGNI NEUTRI

Mentre per la seconda e terza categoria la lista dei vitigni è ampia spaziando da vitigni a bacca rossa e bianca, per i vitigni aromatici la lista si accorcia, i più noti sono: il Gewurztraminer, il Brachetto, i Moscati e le Malvasie.

VITIGNI AROMATICI: GEWURZTRAMINER O TRAMINER AROMATICO

Gewürztraminer, è il nome composto del vitigno la cui prima parte della parola, gewürz significa letteralmente spezia ma viene usato soprattutto nella lingua tedesca come un atto di insaporire, mettere aromi, siano essi speziati che dolci.

Le spezie in questione le ritroviamo specialmente in un naso sontuoso, elegante, carico di chiodi di garofano, zenzero e pepe bianco, sentori inusuali per un vino bianco, che apre però il suo bouquet su un mondo tropicale, dove la frutta come litchi, pesca gialla e mango si sovrappone a sentori floreali di salvia, timo e rosa. Non lasciatevi ingannare dal suo bouquet, la sua struttura è tutto fuorché esile, spesso con una spalla alcolica molto importante e una acidità media ma rinfrescante, che trova le sue massime espressioni in Alto Adige, nella zona tra la Cortaccia e il Termeno, da cui prende la seconda parte del nome tedesco, traminer appunto.

Il Traminer aromatico è il più riconoscibile tra tutti i vitigni aromatici, se avete ancora dubbi provate a versarlo nel bicchiere e subito lo riconoscerete per la sua consistenza notevole e una viscosità oleosa. Avete ancora dubbi? Se al naso sentite profumo di rose, litchi e frutta tropicale non abbiate dubbi, è il Traminer Aromatico.

VITIGNI AROMATICI: IL BRACHETTO

Per scoprire il secondo vitigno aromatico dobbiamo spostarci tra le colline nell’Alto Monferrato dove troviamo il Brachetto, un’uva a bacca nera dal profumo di rosa o dal përfum ëd reusa come dicono i piemontesi. Il disciplinare, appena modificato nel 2017 prevede la produzione del Brachetto in due versioni: come vino rosso fermo e come spumante, entrambe nella versione secca e non dolce come lo era prima del 2017. Con il suo colore rubino sgargiante il Brachetto è un vitigno versatile; da una parte può offrire una gradevolezza aromatica con sentori di rosa, muschio, fragoline di bosco e lamponi mentre dall’altra si presta molto alla spumantizzazione con metodo Charmat grazie soprattutto al suo grado alcolico non troppo elevato e il tannino non marcato. Il Brachetto è un vino che ha una particolarità; il servirlo a bassa temperatura ne esalta l’aromaticità abbassando ancora di più la percezione alcolica facendone un vino rinfrescante, estivo e di facile beva. Volete sapere quali altri vini rossi possono essere consumati sotto i 12°C? Presto online un post dedicato.

VITIGNI AROMATICI: IL MOSCATO

È il vitigno aromatico per eccellenza che include, nella sua grande famiglia, vitigni a bacca bianca e nera. Spesso associato a solo vini dolci, il Moscato offre una gamma d’interpretazioni molto vasta che passa dal secco al dolce, dallo spumante al fortificato. Il Moscato Bianco (Muscat Blanc à Petit Grains) è quello più diffuso in quasi tutte le regioni della nostra penisola coprendo un’area di circa 30 mila ettari. Il suo profilo gustativo è intenso, ricco di sapori, brillando nel bicchiere con i suoi riflessi dorati.  Con le uve del Moscato Bianco si producono vini intensamente aromatici con media acidità, freschi e concentrati, che trovano nelle versioni spumantizzate come il Moscato d’Asti DOCG o Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG la loro massima espressione.

Il Moscato Giallo è il secondo moscato più coltivato d’Italia con un’area circoscritta nel nord-est della penisola, in zone vocate con il Trentino Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia e Veneto. Idoneo anche all’appassimento sotto il sole, il Moscato d’Alessandria o Zibibbo regala una delle perle della Sicilia, creando quella concentrazione di zuccheri, aromi, acidità e alto grado alcolico quale è il perfetto Zibibbo di Pantelleria. Infine, i Moscati a bacca nera e rosa riescono a fondere il loro ventaglio di sentori fruttati con un leggero ed educato tannino che non disturba la struttura e l’aromaticità del vino.

VITIGNI AROMATICI: LE MALVASIE

Voglio usare il plurale per descrivere questo vitigno perché in questo caso stiamo parlando di una vera e propria invasione di diverse Malvasie che hanno colonizzato l’Italia da Nord a Sud, andando a riempire le pagine del Registro Nazionale delle Varietà di Vite con ben 17 citazioni in un mix di cloni e biotipi diversi che offrono le DOC e DOCG in molte regioni. La cosa che le accomuna è il fragrante bouquet che si apre con sentori di muschio e albicocca con un retrogusto di frutta secca con una fresca buccia d’arancia e frutta candita per chiudere il cerchio. Anche in questo caso la malvasia può essere utilizzata per produrre vini sia secchi che dolci, tutti con un’acidità non troppo spiccata e una viscosità elevata.

Pescando dal mazzo vi consiglio la Malvasia Istriana coltivata nella regione del Friuli-Venezia Giulia, la Malvasia Lunga nella regione della Toscana e la Malvasia delle Lipari, coltivata nelle isole eolie particolarmente vocata se volete chiudere questo tour aromatico d’Italia con un buon vino dolce passito.

La temperatura di servizio di questi vini aromatici deve essere quella dei bianchi molto profumati, 10-12°C (Brachetto incluso). Questi vini possono accompagnare i vostri pasti dall’aperitivo al dolce, giocando con la loro aromaticità e quella sensazione di frutta dolce che ben si abbina con cibi complessi come il foie gras o il formaggio muffato. Combattete la salinità della salsa di soya che usate per i vostri cibi giapponesi e rinfrescatevi con un Gewürztraminer o mettete in campo una Malvasia Istriana per un incontro con il pesce alla griglia o semplicemente verdure al forno.

 

Se siete amanti dei vini freschi, fruttati e florali i vitigni aromatici sono lì che vi aspettano per lasciarsi scoprire. Divertitevi ad abbinarli e vedrete che la fine della bottiglia arriverà prima del previsto.

Buona degustazione!

Edoardo Romanato

Edoardo Romanato

Cresciuto a Valpolicella ed Amarone, Edoardo è un WSET Diploma Candidate. Ha vissuto e lavorato tra Berlino e la Borgogna come sommelier ed è tornando per mettere le proprie radici a Verona.

Attualmente – oltre che ricoprire il ruolo di educatore Degustibuss per Verona – lavora come Direttore di un Wine Retreat in Valpolicella, organizzando eventi legati al vino.

Vitigni Aromatici: scopriamoli! ultima modifica: 2019-10-24T09:25:16+00:00 da degustibuss