I mille volti dello Chenin Blanc

I mille volti dello Chenin Blanc

Chenin Blanc: il camaleonte della Loira che ha conquistato il Sudafrica

Immaginate di avere davanti due calici di vino bianco: uno di un bel giallo dorato, dolce e profumato; l’altro dal colore paglierino, freschissimo, con una bella nota agrumata. Ci credereste se vi dicessero che sono originati dalla stessa uva? Dovreste… stiamo parlando infatti dello Chenin Blanc, un vitigno duttile, affascinante e caleidoscopico.

uva Chenin Blanc

Lo Chenin Blanc è un vitigno a bacca bianca originario della Valle della Loira, può essere considerato un vitigno autoctono francese, in quanto era già in uso nel X secolo. Conosciuto come “plant d’Anjou” ha poi adottato il nome di Chenin Blanc perché studiato e coltivato nel monastero di Mont-Chenin. Lo chenin blanc è una varietà a fioritura precoce, dunque sensibile alle gelate primaverili, anche se la sua maturazione è lenta e tardiva, permettendo anche di raccogliere l’uva più matura senza problemi. Ha anche una buccia sottile che gli consente di essere attaccato dalla celebre muffa nobile, la Botrytis Cinerea. Di base però conserva sempre una grande acidità, caratteristica distintiva e peculiare del vitigno.

Queste sue doti lo rendono adatto quindi alla produzione sia di vini dolci, se raccolto appunto tardivamente o attaccato da botrite, sia di spumanti, se raccolto anticipatamente.

Lo Chenin Blanc è un vitigno che sa interagire con il territorio, noto per adattarsi a una varietà di condizioni climatiche come un camaleonte, capace di esprime abilmente il terroir e che può dare vini di grande qualità, capaci di notevoli periodi di affinamento in bottiglia, in grado di competere con il Riesling, l’uva a bacca bianca ritenuta la più longeva del mondo. Per potere esprimere al meglio i suoi aromi, necessita di pratiche colturali ed enologiche di qualità, bassa resa per ettaro e costante attenzione. Le caratteristiche aromatiche dello Chenin Blanc risentono fortemente del clima: i vini prodotti nelle zone a clima fresco o con uve non perfettamente mature, producono aromi di mela verde, limone, agrumi, acacia e, talvolta, fieno. I vini prodotti in regioni a clima caldo o con uve mature producono invece aromi di mela matura, miele, limone, pesca, mela cotogna, albicocca, melone e spesso aromi di uva spina, tipici delle varietà aromatiche. Con il tempo sviluppano generalmente aromi di miele, cera d’api, muschio, lanolina e confettura di mele cotogne. I vini prodotti con uve attaccate dalla Botrytis oltre ai tipici aromi conferiti dai suoi effetti, sviluppano aromi di uva passa, marzapane, confettura di mele cotogne, miele e aromi che ricordano le spezie più dolci.

Di fondamentale importanza per lo chenin blanc è il suolo, a seconda di dove affondano le sue radici stile e qualità cambiano notevolmente. In territori sabbiosi avremo vini leggeri e ricchi di appeal in gioventù, ma che avranno una vita più breve davanti. Su terreni argillosi avremo vini più corposi, ricchi e strutturati, più sensibili allo sviluppo della muffa nobile. Su terreni calcarei avremo vini eleganti, dalla spiccata acidità.

Il colore invece dei vini prodotti con Chenin Blanc varia in accordo allo stile di produzione. Gli spumanti prodotti con Chenin Blanc presentano colori da giallo verdolino a giallo paglierino, un colore che ritroviamo anche nei vini secchi e semi secchi. Il colore dei vini dolci e muffati tende verso tonalità più cariche di giallo dorato, così come nei vini secchi o semi secchi prodotti nelle regioni a clima caldo. Con il tempo, che nello Chenin Blanc può significare anche qualche decina di anni, l’evoluzione del colore è simile agli altri vini bianchi e raggiunge tonalità di giallo dorato intenso all’apice della sua maturazione.

La caratteristica principale dello Chenin Blanc è senz’altro l’acidità, una qualità piuttosto spiccata e che contribuisce fortemente all’equilibrio dei vini dolci prodotti con quest’uva. L’acidità dello Chenin Blanc costituisce il punto principale nella valutazione gustativa e questa sua qualità è ben apprezzabile sin dal primo assaggio. A bilanciare l’alta acidità contribuisce l’alcol e, in modo particolare, la dolcezza nei vini dolci e muffati.

I suoi vini hanno solitamente gradazioni alcoliche medio-alte, una struttura elevata, da considerarsi fra le più robuste nei vini bianchi, ma solo se le rese sono molto basse. Nei vini prodotti da vigneti ad alte rese l’acidità sarà piuttosto spiccata, mentre in quelli prodotti da vigneti a bassa resa la maggiore struttura conferirà più concentrazione al vino pur mantenendo un’apprezzabile acidità.

Zone di produzione e stili dello Chenin Blanc

Ad oggi la gran parte dello Chenin Blanc è coltivata in Sudafrica, terra che ormai lo ha fatto suo e dove è conosciuto con il nome di Steen. Infatti attualmente i territori vitati a chenin blanc raggiungono circa 20.000 ettari in Sudafrica contro i quasi 10.000 della Francia, in cui il vitigno ha avuto origine.

Vedremo di seguito le principali zone e gli stili di produzione di queste due importanti regioni: la Valle della Loira e il Sudafrica.

vini valle della loira

Valle della Loira

La culla dello Chenin Blanc è sicuramente la Valle della Loira, in Francia appunto, dove è anche chiamato «Pineau de la Loire». La Loira produce Chenin Blanc prevalentemente nella zona di Anjou-Saumur che è la zona centrale del fiume, compresa tra Nantes, vicina alla foce del fiume e quindi con influenza delle correnti oceaniche, e Touraine, la zona più interna dal clima continentale.

Nella zona di Savennières, in Anjou-Samur, si producono vini di elevata struttura e secchi, spesso caratterizzati da aromi minerali e di pepe a causa del suolo di origine vulcanica. Nella zona formatasi dall’erosione della Loira, e del suo affluente Aubance, c’è la zona Coteaux de l’Aubance, dove il terroir è caratterizzato da terreni scistosi, pendii ben esposti e ben ventilati, che favoriscono la crescita precoce delle piante e rendono possibile la maturazione tardiva. I vini originati sono intensi, di colore dorato, che si sviluppa in oro antico con riflessi ambrati con l’invecchiamento (da 2 a 8 anni per i vini medi, e oltre 15 anni per quelli di alta fascia), al naso sentori di frutta a polpa bianca e fiori. Al palato eccellente equilibrio, fresco, insieme con la distintiva mineralità per cui il terroir è famoso.

Nelle zone di Coteaux du Layon, Bonnezeaux e Quarts du Chaume (tutte in Anjou) troveremo vini dolci, spesso prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea, con caratteristiche piuttosto complesse, colore dorato, intensi aromi floreali e di frutta fresca in gioventù che evolvono con la maturità in frutta secca e candita, spezie dolci, miele e la distinta mineralità, grande equilibrio e lunga possibilità di affinamento (c’è chi dice siano immortali!). Questo perché Bonnezeaux ha terreni di arenaria a tratti misto a quarzo. La combinazione di pendii ripidi esposti a sud, con eccezionale azione termica e terreno poco profondo consentono raccolti estremamente maturi. I vigneti di Quarts de Chaume sono piantati su pendii scistosi e arenaria carbonifera. La grande ansa del fiume Layon provoca nebbie mattutine che favoriscono lo sviluppo della muffa nobile.

I vini di Touraine invece sono prodotti in diversi stili, dai vini spumanti ai vini dolci, di corpo medio alta acidità e che non fanno affinamento in legno. Touraine è come abbiamo visto una zona dal clima più freddo, in cui è tipica la nota citrina, di mela verde e frutta tropicale, accompagnata anche da sentori erbacei di fieno secco. Fanno parte di questa zona i famosi chenin di Vouvray e Montlouis-sur-Loire, che danno anche il nome alle relative AOC.

Aziende celebri della Valle della Loira, spesso identificate con una figura chiave, sono senz’altro Domaine des grandes vignes (Bonnezeaux) della famiglia Vaillant produttori di vini botritizzati unici; Domaine des Roches Neuves (Saumur ) di Thierry Germain un produttore alla ricerca del terroir di cui assaggiare lo Chenin L’insolite, che come dice il nome è qualcosa di davvero insolito e particolare; Domaine aux Moines (Savennieres) in particolare nella figura di Tessa Laroche emblema della viticoltura francese al femminile; Nicolas Joly padre della biodinamica e il suo Château de la Roche aux Moines (Savennieres); Domaine Francois Chidaine (Montlouis-sur-Loire), esploratore di stili che vanno dal secco, al dolce passando per le bollicine, esprimendo al massimo i diversi terroir e le sfumature di Chenin; Domaine Huet ( Vouvray) è una delle tenute più storiche della Valle della Loira e della Francia, punto di riferimento per lo Chenin da sempre è riconosciuto come produttore di alcuni dei più grandi vini bianchi al mondo; last but not least Domaine Vincent Careme (Vouvray) un giovane produttore che ha ereditato i prestigiosi vigneti di famiglia e ora si concentra esclusivamente su Chenin prodotti da vecchie viti.

Sudafrica

Lo Chenin blanc è stato portato in Sudafrica a fine Ottocento dal professor Perold, lo scienziato che realizzò anche il Pinotage (l’incrocio tra pinot noir e cinsault). Qui ha trovato un territorio fertile in cui crescere e prosperare fino a diventare il vitigno numero uno, partito per produrre vini di massa, ma arrivando poi anche a grandi risultati apprezzati in tutto il mondo, questo grazie alla sua duttilità. In Sudafrica si trovano infatti anche viti centenarie di chenin blanc che oggi danno vini di grande equilibrio tra concentrazione e intensità, complessi, profondi e eleganti.

Il Sudafrica è diventato un leader mondiale nella ricerca sul terroir, anche grazie all’Istituto di Viticoltura e Enologia ARC Infruitec-Nietvoorbij di Stellenbosch e dell’Università di Stellenbosch, che si sono impegnate per identificare i terroir migliori e i suoi effetti sulla qualità e lo stile dell’uva.

vini in sudafrica

Ed è proprio a Stellenbosch che si producono interessanti vini da Chenin Blanc, che stanno conquistando e convincendo sempre di più i mercati internazionali. La località gode di un clima mediterraneo più fresco rispetto alla Francia per via delle influenze dell’Atlantico, che regala alla zona benefiche influenze marittime come la regolare nebbia costiera e le brezze marine rinfrescanti, a cui si uniscono una varietà diversa di terreni. Nelle zone più fresche, magari con una buona altitudine, i vini mostrano acidità vivace e note di scorza di agrumi, mentre quelle provenienti da zone più calde offrono una sensazione più ampia al palato e caratteristiche di melone o mela mature.

Nei siti costieri ritroviamo un inconfondibile accento salino, come ad esempio nella zona di Walker Bay, più vicina al mare e che anche produce buoni vini da chenin blanc. I terreni granitici, presenti nella zona di Paarl, invece, conferiscono un carattere minerale, mentre i vini provenienti da terreni ricchi di argilla presentano spesso trame più arrotondate ed espressioni di frutta matura.

Un modello di azienda sudafricana che produce diversi vini da Chenin Blanc può essere senz’altro Spier molto famoso in tutto il mondo, che si trova nella zona di Stellenbosch. Altro produttore interessante è Ken Forrester Wineyards (sempre a Stellenbosch), un’azienda storica sudafricana. Nella zona più interna di Paarl troviamo invece Ayama, il celebre vino del leopardo, metafora perfetta per un vino graffiante ed elegante; Essay altra azienda che ha fatto dello chenin una punta di diamante. Infine Beaumont Wines nella zona più costiera di Walker Bay, per vini dalla nota salina e minerale.

Stefania Zona

Relatore per Degustibuss regione Campania, in possesso del secondo livello WSET, Sommelier AIS. Laureata in Culture digitali e della Comunicazione nell’Università Federico II di Napoli, ha fatto della sua passione un lavoro unendo gli studi all’amore per la sua terra e per il vino. Si occupa di comunicazione digitale nel settore enogastronomico. Ha collaborato con diverse associazioni, cantine e locali sul territorio per la realizzazione di eventi e degustazioni con l’obiettivo di promuovere i vitigni e i vini campani.

I mille volti dello Chenin Blanc ultima modifica: 2019-04-02T10:05:21+00:00 da degustibuss