La Classifica 2019 dei bar migliori al Mondo

La Classifica 2019 dei bar migliori al Mondo

The World's 50 Best Bars 2019: i migliori bar del Mondo

Creatività. Classe. Savoir-faire. La gentilezza nell’accoglienza e l’estro nel guidare per mano i clienti, il garnish. L’arredo e l’atmosfera come una buona acqua tonica. Il bar perfetto è come i cocktail che serve: un insieme di ingredienti che – a seconda del carattere che gli si vuole dare – devono combinarsi in un modo piuttosto che in un altro, un mix(ilogy) che sfiora quasi la perfezione alchemica per un risultato che cambia costantemente.
Come fanno alcuni di essi ad essere considerati i migliori bar al Mondo?

migliori bar al mondo

Si sente l’Italia tra i bar migliori del Mondo

Non esiste un bar uguale all’altro, non esiste una ricetta univoca e costantemente replicabile, ma esistono delle linee guida, dei riferimenti di massima nella creazione di un tempio del buon bere. E sono linee guida che, secondo i The World’s 50 Best Bars 2019 parlano, inequivocabilmente, italiano. Parlano della nostra cultura – quella degli emigrati – dell’eleganza innata delle nostre eccellenze, del coraggio di chi va dall’altra parte del mondo a crearsi un futuro. E solo fermandosi al podio, ma si potrebbe continuare.

Il 3 ottobre 2019 a Londra si è tenuta l’annuale premiazione della sezione dei The World’s 50 Best dedicata all’accoglienza dietro il bancone del bar, alla creatività liquida, a quella che Agostino Perrone (una delle anime, con Giorgio Bargiani del The Connaught bar di Londra, 2° classificato nella classifica mondiale e Best Bar in Europe) chiama “fine drinking experience”, ovvero la trasposizione nel bicchiere della più alta connessione emotiva che un uomo può avere con il cibo. Una classifica, quella di quest’anno, che ha riservato alcune sorprese. Innanzitutto una piccola perdita di posizione da parte di Londra, che l’anno scorso dominava la classifica con ben 3 bar piazzati nelle prime cinque posizioni, e una salita vertiginosa per quanto riguarda il primo classificato: Dante, il cocktail bar di New York che quest’anno si è piazzato sul tetto del mondo, nell’edizione 2018 si era fermato al nono posto. Un esempio di come nel mondo dei cocktail bar e della mixology (quella delle star del settore), sia tutto in movimento.

Girato, agitato, shakerato: in qualsiasi modo possiamo volere un cocktail, nulla è mai fermo. Esiste però un filo conduttore: gli italiani. Non l’Italia – presente in classifica con solo due indirizzi – ma i cervelli – le mani e i palati – che hanno lasciato il nostro paese per andare altrove. E se il Miglior Bar d’Europa vive sulle gambe di due giovani, bravissimi, italiani, il Dante di New York è stato fondato come omaggio alla cultura degli italiani emigrati, ma soprattutto al miscelare italiano, al Negroni, al Campari, a tutte quelle ricette che hanno reso i nostri barman un punto di riferimento. E se il bronzo ci porta a Buenos Aires, alla Florerìa Atlantico (Best Bar in Sud America), dietro il bancone abbiamo Renato Giovannoni (e Aline Vargas).

Due nomi italiani tra i migliori bar del Mondo

Se è vero che New York, Londra e Singapore dominano la scena mondiale da vere capitali indiscusse della miscelazione, le incursioni di altre città lungo il percorso (le più presenti Hong-Kong, Tokio, Atene e Barcellona, seppur con molte meno presenze in lista) sono molteplici e denotano una presenza eterogenea di proposte e culture dietro i banconi del bar.

Anche una presenza italiana nei volti e nella creatività dei nostri barman prestati ad altre bandiere. Il tricolore è infatti tornato a pieno titolo nella parte alta della classifica (l’anno scorso eravamo registrati solo dal 51 posto a scendere), e ad essere premiate sono le due città che ad oggi rappresentano il meglio del bere del nostro Paese: Milano e Roma. Da Milano arriva 1930, uno degli speakeasy più famigerati e cool d’Italia, piazzatosi al 44esimo posto. Mentre il The Jerry Thomas, storico locale della capitale, capostipite della rivoluzione della mixology nel nostro Paese, chiude la lista alla 50esima posizione.

Non tra i primi 50, ma da tenere d’occhio è – sempre nella capitale – il Drink Kong di Patrick Pistolesi che vince proprio il premio One to Watch.

Milo Occhipinti

Milo Occhipinti, classe 1986, opera nel settore di ospitalità e ristorazione da tredici anni, iniziando a Verona, poi gestendo la più antica torrefazione artigianale di Venezia ed entrando in A.I.B.E.S.
Successivamente si sposta a Londra dove gestisce progetti importanti come Nt’s, curandone start-up e raggiungimento obiettivi di vendita giá nei primi mesi. Torna in Italia a Milano, dove lavora per grandi nomi come MaG / 1930 e partecipa a competizioni di miscelazione come Nikka Omakase e Disaronno Mixing Star.
Attualmente, oltre a ricoprire ruoli di management per bar e locali, è Relatore per i corsi Barman di Degustibuss International.

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La Classifica 2019 dei bar migliori al Mondo ultima modifica: 2020-03-19T10:39:42+01:00 da degustibuss