Vini rosati: dall’Italia alla Francia ecco quali scegliere

Vini rosati: dall’Italia alla Francia ecco quali scegliere

Vini rosati tra tradizioni e falsi miti

Quando si parla di vini rosati se ne sentono di tutti i colori! Un errore comune è pensare che sia ottenuto miscelando vino bianco e rosso. Niente di più falso! Anzi è assolutamente vietato per legge. Un’altra credenza, da sfatare, è che sia un vino adatto solo all’estate da scongelare col cambio di stagione insieme a creme solari e infradito. Forse d’estate se ne consuma di più, ma è assolutamente adatto a tutte le stagioni! Un’altra cosa che non vorrei mai sentire è che il rosato sia un vino “da donne”. Qui non basterebbe un articolo per smontare quest’affermazione sessista (che non andrebbe mai riferita a nessun vino), ma si potrebbe correggerla dicendo ‘’ i vini rosati sono apprezzati dalle donne” e questo è vero, perché si sa le donne amano le cose raffinate.

Quello dei vini rosati è un mondo a sé, un’arte difficilissima, una tipologia di vino che può regalare notevoli emozioni proprio grazie alla sua versatilità che lo rende un giusto compromesso tra bianco e rosso. All’estero, soprattutto in Francia, i vini rosati hanno tutt’altra considerazione. In Francia esiste una vera e propria cultura dei vini rosati, non a caso i francesi sono i primi consumatori al mondo e questo traina anche la loro produzione. I rosé della Provenza ad esempio vengono usati in Francia come vino delle feste, da consumare a Natale.

Facciamo quindi un po’ di chiarezza su come si fa il vino rosato, sulle sue caratteristiche e sugli abbinamenti possibili. Infine vi lasciamo qualche consiglio per l’assaggio, certi che rimarrete incuriositi.

vini rosati

Vini rosati: come si vinificano

Sebbene esistano molti metodi di produzione dei vini rosa, la procedura più diffusa è quella per macerazione (gli altri metodi si chiamano Direct Press, Saigné e – solo per alcune regioni vitivinicole – Assemblaggio). La vinificazione dei vini rosati inizia come quella dei vini rossi, cioè con la pigiatura e la macerazione del mosto a contatto con le bucce, che conferiscono tannini, aromi, polifenoli e il caratteristico colore rosso.  Nel processo di macerazione la differenza è che questo contatto dura meno rispetto a un vino rosso: la macerazione può durare qualche ora fino a circa 24 ore, a seconda della tipologia di uva, del colore e dell’aromaticità ricercati. È questo passaggio che gli conferisce il suo colore rosa. Successivamente si procede con la procedura della vinificazione in bianco con fermentazione in acciaio o cemento. Nella maggior parte dei casi non c’è affinamento in legno e invecchiamento in bottiglia per via del basso contenuto di polifenoli e della tendenza a perdere rapidamente acidità e aromaticità, quindi meglio consumarli entro due o tre anni dalla vendemmia. Ovviamente non è la regola. I Gran Cru della Provenza ad esempio possono anche tranquillamente invecchiare. Probabilmente ci aspetteremo un colore più tenue e note terziarie di spezie come zenzero, chiodi di garofano e cannella o di fiori come la rosa appassita.

Vini rosati: caratteristiche e abbinamenti

I vini rosati variano dal color salmone fino a un buccia di cipolla o addirittura un rosso corallo a seconda del tempo di macerazione. A parte alcune eccezioni, come abbiamo visto, di solito i vini rosati sono amati per i loro sentori primari di ciliegia, amarena e delicati frutti rossi come fragoline di bosco, ma anche fioriture di pesco, boccioli di rosa e glicine, mentre in bocca sono freschi ed equilibrati, con un’acidità simile a quella dei vini bianchi. Per questo sono una soluzione molto versatile e spesso vincente nell’abbinamento con i cibi, soprattutto quando appare difficile la scelta tra rosso e bianco. Sono quindi ottimi con antipasti di pesce, con piatti ricchi ma delicati come i risotti (al radicchio ad esempio o al melograno), con alcuni salumi, con le carni bianche, i piatti di verdure. Vanno serviti a una temperatura tra i 10° e i 12°C, per potersi esprimere al meglio.

Risotto al melograno da GialloZafferano

Vini rosati: i 5 che non devono mancare in cantina

Vi proponiamo di seguito alcuni must have per iniziare ad apprezzare i vini rosati.

Five Roses, Leone de Castris (IGT SALENTO)

Quando si parla di vini rosati non si può non menzionare il Five Roses dell’azienda Leone De Castris. È stato il primo vino rosato italiano ad essere imbottigliato e commercializzato in Italia nel 1943. Il suo nome nasce da una contrada nel feudo di Salice Salentino che venne tradotto in inglese perché commissionato da un americano. Ottenuto da uve Negroamaro allevato ad alberello pugliese, fa una macerazione pellicolare delle uve a 10°C per 10/ 12 ore e in seguito macerazione e affinamento in acciaio. Colore salmone tenue con sentori fruttati di ciliegia e fragolina di bosco. In bocca ha un’acidità medio alta, rinfrescante, texture vellutata e piacevolmente persistente.

vini rosati five roses leone de castris

Clos Mireille , Domaines Ott (AOC Cotes de Provence)

Siamo in Provenza terra di vini rosati. Il Clos Mireille Rosé è l’espressione di una miscela di varie uve autoctone della denominazione Côtes de Provence: Grenache, l’uva di maggioranza, scelta per la sua struttura corposa, Cinsault per la sua nota morbidezza e Syrah per la sua rotondità fruttata. Ha un colore buccia di cipolla assai tenue, quasi gris, un corpo debole, elegantissimo ed un’acidità molto ben bilanciata con un alcol medio, intorno ai 12°ABV. Come sempre, la Francia si dimostra leader in eleganza.

vini rosati Clos Mireille , Domaines Ott

Rosa Dei Frati, Ca’ Dei Frati (Riviera del Garda classico DOC)

Vi avevamo già parlato in precedenza di questo rosato, ci piace perché è fresco e delicato, ma allo stesso tempo deciso. Ottenuto da uve Groppello, Marzemino, Sangiovese e Barbera fa un lieve contatto con le bucce e affinamento in acciaio sui lieviti fini 6 mesi, seguito da 2 mesi in bottiglia.

vini rosati Rosa Dei Frati, Ca' Dei Frati

Sul Vulcano, Donnafugata (DOC Etna Rosato)

Prodotto alle pendici dell’Etna, questo rosato è ottenuto da Nerello Mascalese con macerazione a freddo in pressa per 6-12 ore a 10°C seguita da una fermentazione in acciaio, a temperatura controllata. Affinamento in vasca per tre mesi e almeno due mesi in bottiglia prima di essere commercializzato. Esprime le tipiche caratteristiche del suo territorio e del vitigno, ma in maniera gentile ed elegante. Intriganti note di glicine e pompelmo rosa.

vini rosati Sul Vulcano, Donnafugata

Aliè, Frescobaldi (Toscana rosato IGT)

Prende il nome dall’omonima ninfa del mare, simbolo di sensualità e bellezza. Nasce dai vitigni Syrah (bacca scura, ma con lavorazione in vigna tipica e processo produttivo in bianco) e vermentino (bacca bianca). Decantazione dei mosti per 12 ore, affinamento in acciaio qualche mese sulle fecce fini.

vini rosati Aliè, Frescobaldi

Stefania Zona

Relatore per Degustibuss regione Campania, in possesso del secondo livello WSET, Sommelier AIS. Laureata in Culture digitali e della Comunicazione nell’Università Federico II di Napoli, ha fatto della sua passione un lavoro unendo gli studi all’amore per la sua terra e per il vino. Si occupa di comunicazione digitale nel settore enogastronomico. Ha collaborato con diverse associazioni, cantine e locali sul territorio per la realizzazione di eventi e degustazioni con l’obiettivo di promuovere i vitigni e i vini campani.

Vini rosati: dall’Italia alla Francia ecco quali scegliere ultima modifica: 2020-01-16T09:20:06+01:00 da degustibuss