Le vie en Prosecco Rosé Millesimato

Le vie en Prosecco Rosé Millesimato

Prosecco rosè: il nuovo trend della vendemmia 2020

Preparatevi ad affinare le vostre tecniche di sciabolatori accaniti, questa volta non su costosi Champagne rischiando di fare barbine figure e rovinare un costoso brindisi, ma su un vino spumantizzato del tutto nuovo che, figlio di tendenze e richieste, approderà sulle nostre tavole dalla vendemmia 2020.

Stiamo parlando di Spumante Prosecco Rosè Millesimato.

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Nasce il Prosecco Rosè Millesimato

Il Consorzio del Prosecco si è finalmente espresso e dalla vendemmia 2020 l’Italia potrà avere il suo vino spumante prosecco rosé Metodo Charmat. Si parla di 20 milioni di bottiglie che andranno a sommarsi ai 480 milioni di bottiglie di Prosecco DOC con base Glera. Vi è da specificare che attualmente le due DOCG (Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene e Asolo) non aderiranno al progetto lasciando solo la DOC a poter raddoppiare la propria offerta di prodotti.

Fino ad oggi la produzione di Prosecco Rosé non era possibile dal disciplinare perché le uve utilizzabili oltre alla Glera erano altre varietà a bacca bianca. Il Pinot Nero poi, per antonomasia, è facilmente attaccabile da molti attacchi di virus oltre ad essere noto per la difficile coltivazione in climi umidi con estati torridi, clima che sembra rispecchiare appieno il territorio del trevigiano creando un’ulteriore difficoltà per i viticoltori.

Con la decisione del Consorzio, il Prosecco spumante rosé millesimato sarà composto da una percentuale del 10-15% di Pinot Noir e cosa più importante dovrà apparire l’annata (millesimo) in etichetta.

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Prosecco Rosé: la risposta dei produttori

Da una parte ci sono i puristi, i produttori veneti, che vedono questo nuovo progetto completamente fuorviante con l’idea di valorizzazione di territorio in quanto il Pinot Nero non ha mai avuto una grande popolarità nella regione Veneto. Dall’altra parte ci sono i produttori che accettano la sfida e hanno già iniziato a piantare il vitigno a bacca nera, curiosi ed entusiasti di questa nuova opportunità.

Molti produttori hanno presentato più volte l’idea di utilizzare un vitigno autoctono del Veneto, il Raboso, un’uva della zona del Piave che creerebbe un matrimonio perfetto con la Glera in termini di territorialità e storicità.

Vi è da dire che una grande percentuale di produttori del Prosecco già realizzava vini rosati spumantizzati ma senza avere la possibilità di commercializzarli con un nome di branding e famoso come lo è il Prosecco. In alcuni ristoranti blasonati di personaggi famosi come Belen e Joe Bastianich, a Milano, le carte dei vini riportavano già etichette di vini rosati spumantizzati provenienti dalla regione Veneto citando il nome Prosecco entrando nel campo della contraffazione.

L'analisi di mercato dietro il Prosecco rosè

Il Prosecco Rosé sarà un’opportunità per ampliare la gamma di prodotti di questa eccellenza italiana che ha chiuso un altro anno in crescita con una crescita dei valori e di ettolitri venduti (+10,7% in termine di volume e +13% in termine di valore).

A livello tecnico il vino potrà essere immesso sul mercato il 1° gennaio successivo alla vendemmia, il suo dosage potrà classificarlo da “Brut Nature a Extra Dry” e il suo colore dovrà essere “rosa tenue più o meno intenso, brillante con una spuma persistente”.

Per essere effettiva, la proposta dovrà attendere l’approvazione della Regione Friuli Venezia Giulia e il timbro definitivo del Comitato nazionale vini del Governo.

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Il trend dei vini Rosé

Prima della proposta, il Consorzio ha vagliato l’interesse dei consumatori affidando la ricerca a Nomisma Wine Monitor sui consumatori di riferimento. Il trend dei vini rosé è cresciuto in parallelo alla crescita delle bollicine, i consumi nel mondo per entrambe le categorie sono cresciuti del 30% dal 2002 ad oggi.

I paesi con più appeal sono quelli anglosassoni dove il 45% dei consumatori beve abitualmente vino frizzante dove lo Champagne e i vini del Sussex sono al primo posto.

In Italia il trend del rosé ha portato la ri-valorizzazione di vini DOC e non come il Bardolino Chiaretto DOC, Cerasuolo d’Abruzzo, Salice Salentino ecc. vini abbandonati in passato da scelte di mercato e mode dei consumatori diverse. Da uno studio è addirittura emerso che in Italia, il 55% dei consumatori ha consumato almeno una volta nell’ultimo anno spumante rosé.

Questo, legato ad un bilancio che si è chiuso in modo molto positivo per il Prosecco nel 2018 e a progetti internazionali come il “Pacific Prosecco” e promozioni in Cina e nell’Asia sud orientale, contribuiscono a portare ottimismo sulla scelta del Consorzio.

Come verrà prodotto il Prosecco Rosé millesimato?

Anche in questo caso verrà sfruttata la deroga ammessa dall’UE per gli spumanti che possono essere prodotti mescolando vino rosso e bianco.

Sembra che l’Italia abbia le carte in regola per lanciare sul mercato un vino in linea con le attese e i gusti dei consumatori sull’onda delle mode del momento.

Nella speranza che l’estate porti voglia di bere bollicine e novità, l’Italia sembra voler lanciare l’asso presentando un vino che ha le potenzialità per posizionarsi al fianco del suo omonimo territoriale più conosciuto, riusciranno i produttori a soddisfare le aspettative e nello specifico a non essere sopraffatti dalle richieste e dai vizi del Pinot Noir?

Edoardo Romanato

Edoardo Romanato

Cresciuto a Valpolicella ed Amarone, Edoardo è un WSET Diploma Candidate. Ha vissuto e lavorato tra Berlino e la Borgogna come sommelier ed è tornando per mettere le proprie radici a Verona.

Attualmente – oltre che ricoprire il ruolo di educatore Degustibuss per Verona – lavora come Direttore di un Wine Retreat in Valpolicella, organizzando eventi legati al vino.

Le vie en Prosecco Rosé Millesimato ultima modifica: 2020-06-04T10:15:23+02:00 da degustibuss