Merlot: ecco perché (ci) piace tanto

Merlot: ecco perché (ci) piace tanto

Chi non conosce il Merlot? È la seconda varietà più piantata al mondo.

Varietà più diffusa in assoluto a Bordeaux, nonostante i riflettori degli aficionados bordolesi siano spesso puntati sulle qualità della sua controparte più strutturata, Il Cabernet Sauvignon. Il Merlot è diventato così popolare in tutto il mondo da essere oggi una delle più diffuse varietà internazionali, è infatti la seconda più piantata al mondo.

Varietà molto duttile e adattabile a diverse condizioni pedoclimatiche, tende a vegetare in modo lussureggiante e giunge a maturità praticamente ovunque. È un’uva che giunge a maturazione presto (2 settimane prima del Cabernet Sauvignon), è suscettibile alle gelate primaverili in quanto anche il germogliamento è precoce. Tra le criticità principali c’è una discreta sensibilità alle malattie fungine.

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Parliamo del Merlot

Il Merlot e scelte di viticoltura

La pianta della varietà Merlot tende naturalmente a produrre uva in grande quantità, quindi un orientamento ad un vino di qualità richiede sicuramente un sistema di potatura corta o addirittura l’applicazione della vendemmia verde. La potatura è, infatti, una fase determinante nella gestione del raccolto dell’annata: orientarsi verso una potatura lunga significa lasciare i tralci più lunghi, con una quantità maggiore di gemme che, automaticamente, genereranno maggiori capi a frutto e una produzione di uva per ceppo maggiore. Al contrario, una potatura corta lascerà meno gemme sulla pianta, contenendo in questo modo la quantità di grappoli per pianta.

Il trito e ritrito motto del “pochi ma buoni” ha in questo caso un ottimo diritto di cittadinanza. La riduzione del carico produttivo per ceppo può essere operata anche in una fase successiva, attraverso l’eliminazione dei grappoli non ancora giunti a maturazione. Questa pratica è definita vendemmia verde, da non confondere con la mancata raccolta dei grappoli maturi.

Le caratteristiche dell’uva Merlot

L’uva Merlot presenta un frutto ricco, che tende a dare vini dove la componente aromatica di frutti rossi sarà importante e spesso opulenta. Le bacche tendenzialmente concentrano parecchio zucchero, di conseguenza è una varietà che tende a produrre vini di tenore alcolico importante.

La struttura fenolica è buona ma non importante. Spesso gli enologi lo descrivono come un Cabernet senza astringenza. La qualità dell’uva è estremamente sensibile al momento della vendemmia, che va spesso leggermente anticipata: se effettuata troppo tardi l’acidità cala in poco tempo e si ottiene un vino che manca di freschezza ed eleganza.

Il Merlot di Bordeaux

Il luogo più vocato al mondo per la coltivazione del Merlot è sicuramente Bordeaux, dove la varietà ha avuto origine. Più precisamente sulla riva destra, nei comuni di St Emilion e Pomerol. Se la riva sinistra (Medoc) presenta suoli ghiaiosi altamente drenanti molto adatti al Cabernet Sauvignon, sul lato destro troviamo suoli per lo più argillosi con alcuni substrati ghiaiosi e la particolare casse de fer: combinazione straordinaria di terra e metalli con alta concentrazione di ossido di ferro che da ai Merlot un particolare sentore di grasso e metallico che molti associano al tartufo. È qui che il Merlot viene declinato nella sua massima espressione mondiale, in vini di grande struttura e blasone che possono invecchiare per decenni e vengono battuti a prezzi folli nelle aste di tutto il mondo.

Il Merlot italiano

Una nazione che si è fatta interprete di diversi stili è sicuramente l’Italia: a nord est il Merlot è coltivato da secoli in Friuli (Grave del Friuli e Piave) con uno stile “easy” e fruttato definito “Merlott”: rosso rubino scarico, aromi di prugna e floreali, fruttato in bocca con poca acidità. Simili le interpretazioni diffuse in Veneto e Trentino. In Toscana è stato invece interpretato in modo premium con uno stile “Pomerol” da alcuni produttori importanti di Bolgheri o nel Chianti Classico (N.B.: in questo caso l’indicazione è solo geografica e non si riferisce alla DOCG).

In tutta la penisola è ampiamente usato anche come uva da taglio, generalmente preferito dai produttori per la facilità con cui giunge a maturazione e per il fatto di essere una componente del taglio che non prevarica le caratteristiche delle varietà autoctone italiane.

Il Merlot nel Mondo

Oltralpe, il Merlot ha trovato la sua svizzera proprio nel verde delle colline del Ticino con stili e qualità diversi.

Considerando il Nuovo Mondo vitivinicolo, il Merlot è estremamente popolare in California a partire dagli anni 90 dove si è verificato un vero e proprio boom di impianti ed interpretazioni stilistiche mirate ad imitare i grandi vini bordolesi. Almeno finchè la famosa pellicola “Sideways” (imperdibile per ogni Winelover) non ha screditato la popolarità del nostro caro Merlot.

Anche il Sud America ha investito nel Merlot, soprattutto in Cile e in Argentina. In misura minore lo troviamo in Australia e Nuova Zelanda.

4 Merlot di riferimento assoluto

Petrus

Vino più famoso di Pomerol ed oggi il vino più costoso di Bordeaux. 30000 bt/ anno di produzione media. Concentrazione di profumi, colore e ricchezza materica in bocca ai vertici dell’enologia mondiale. Tutto ciò grazie soprattutto al terreno unico del vigneto fatto di argilla blu e un sottosuolo ghiaioso unico che garantisce costante drenaggio e contiene la casse de fer (argilla con alto contenuto ferroso). Età media delle vigne è 45 anni. Pioniere della vendemmia verde, qui applicata in maniera massiva per selezionare solo il meglio del meglio. Fermentazione in cemento e 2 anni di affinamento in legno nuovo. Ho avuto la fortuna di berlo. Non di comprarlo, di berlo.

Masseto

A Bolgheri esiste un cru (singola vigna di 7 ettari) di Merlot in purezza da anni sul podio dei vini italiani più costosi. Il suolo è argilloso, la vigna presenta piante ad alberello coltivate ad agricoltura biologica a partire dal 2012. Doppia cernita delle uve e fermentazione in cemento per la maggior parte della massa (una percentuale fermenta in legno). 2 anni di affinamento in legno nuovo. La prima annata di questo mito è la 1987. Il resto, come si dice, è storia.

L’Apparita

Castello di Ama in Chianti Classico (Gaiole in Chianti): 2,8 ettari di una parcella esposta a sud del vigneto Bellavista, posto a 490 metri di altezza. Suolo di marla calcarea. Vinificazione in acciaio inox con rimontaggi ad alta temperatura. Malolattica e affinamento in legno francese a media tostatura nuovo per il 40-60% per 14/16 mesi. Un’espressione più di eleganza che di forza.

Three Palms

Duckhorne Vineyards, una storica azienda della Napa Valley votata all’eccellenza non poteva immaginare che fosse il loro Merlot (non un Cabernet, è già una notizia) ad essere eletto vino numero 1 al mondo da nientepopodimeno che Wine Spectator nel 2017. Hanno da sempre creduto che il Merlot fosse qualcosa in più di una varietà per tagliare il Cabernet, quindi chapeu.

Gabriele Colombo

Quindici anni fa iniziava il suo viaggio nel mondo vitivinicolo con l’iscrizione ad Enologia e Viticoltura. Viaggio che lo ha portato in molti angoli del mondo. Non solo un lavoro, il vino, ma una passione totalizzante, nutrita con corsi sommelier, corsi WSET e tante, tante bottiglie.

Ama pensare al vino come un mezzo estetico per portare avanti il grande umanesimo di stampo contadino, che Gabriele considera vero fondamento della cultura italiana.

Merlot: ecco perché (ci) piace tanto ultima modifica: 2019-08-29T10:05:54+00:00 da degustibuss