Sono diventato sommelier! E ora?

Sono diventato sommelier! E ora?

Il percorso di pratica per diventare un sommelier professionista

Come diventare sommelier:

Il sogno di lavorare nel mondo del vino, sicuramente è un sogno che chiedere realizzazione per molti in Italia, patria dell’enologia, ma anche nel mondo. Per questo ci si impegna a capire come diventare sommelier ma, soprattutto, come trovare lavoro dopo la formazione.

Ad ogni età, si può virare la propria carriera o cambiarla del tutto, essendo il sommelier una professione assai richiesta, ma si devono seguire delle “regole” del mercato, perché si sa quanto sia fondamentale non solo lo studio tramite i corsi da sommelier, ma anche la pratica. E, non ultimo, le doti umani e “innate”. Tecnica e cultura enologica sono importanti ma anche la capacità di relazionarsi con clienti e produttori, intuire, scoprire qualche nuova produzione, mostrare la propria passione…

 

Pratica e teoria, non si finisce mai di diventare sommelier

Un percorso di pratica dopo la formazione, il percorso per capire come diventare sommelier si può effettuare presso cantine, enoteche o aziende di produzione vino. Il settore è ampio, ma vediamo dove e come agire per lavorare come wine specialist dopo la formazione.

Un perfetto coppiere parte dalla pratica, continuando a studiare. Leggere, informarsi, assaggiare e fare ricerche sulle novità del settore. E nello stesso tempo, specializzarsi negli abbinamenti tra cibo e vino, il settore da sempre più fecondo per la pratica da sommelier. Quindi, al via della propria carriera si arriva con la pratica di assaggio e combinazione con prodotti alimentari, le ricette dei grandi chef, così come quelle delle novità legate allo street food o le trattorie tipiche che recuperano l’antica cucina dei territori.

Il palato va affinato, portato verso nuove esperienze, e per diventare sommelier professionisti, è fondamentale anche investire su viaggi ed esperienze di formazione sempre ulteriori.

Si va dalle cantine alle fiere, dallo studio nei territori noti come quelli del Barolo a quelli tutti da scoprire come quelli delle regioni meno alla ribalta. Un wine specialist si muove in continuazione per creare la propria rete di contatti tra produttori, distributori, ristoratori. Dovrai coinvolgerli nel tuo mondo di vino e piaceri in tavola, che dovrà essere sempre più personale, ricco del tuo stile: studiare come diventare sommelier significa anche osare e giocare con gli abbinamenti enogastronomici, proporre e sedurre con le proprie proposte.

 

Ti invitiamo, alla fine della lettura di questo articolo, a visitare la pagina del nostro

CORSO SOMMELIER

attivo su oltre 20 città italiane, riconosciuto a livello internazionale e strutturato su un percorso di 3 livelli.

Il corso con processo formativo realizzato in conformità alla Norma Internazionale UNI EN ISO 9001:2015.

Fare pratica come sommelier, sì ma dove?

Tutte queste qualità vanno esercitate dopo la formazione con un corso per diventare esperti assaggiatori di vino, tramite un percorso di pratica e lavoro sul campo. La famosa gavetta, viene sempre consigliata nelle cantine dei produttori di vino.
La vocazione andrà coltivata per capire come diventare sommelier ma soprattutto un grande assaggiatore, con una cultura riguardo al vino ma soprattutto alle caratteristiche di viti e vitigni, gusto e retrogusto, sentori e bouquet.

 

La formazione può essere sia nelle cantine di produzione vino, sia nei ristoranti e alberghi, a contatto con il consumatore per la divulgazione dei prodotti tramite la carta dei vini e la collaborazione con lo chef. Si può svolgere, quindi, in due fasi la pratica, in cui si studia in modo approfondito la parte enologica, e poi si diventa il trait-d’union tra cantina e cliente.

Per chi aspira a diventare un sommelier esperto nel settore “ufficiale” dell’attribuzione di denominazioni d’origine e lavoro presso enti, consorzi e strutture pubbliche o private, andrà fatto un percorso che vira molto verso l’enologia, in grado di valutare lo stato evolutivo del vino e le sue caratteristiche.

Le possibilità di gavetta come sommelier, quindi, si orientano secondo percorsi che spaziano dai ristoranti di lusso, le strutture alberghiere, le cantine di alto livello, il continuo studio per lavorare presso consorzi o manifestazioni eno-gastronomiche.

Nel settore produzione, per chi non ha una cantina di riferimento già da prima, è fondamentale orientarsi verso quei produttori che sono motivati ad investire e crescere, lavorare nel marketing digitale e non, soprattutto nel settore export.

Un sommelier può diventare anche un export manager, dopo un’adeguata formazione sul prodotto, sui prodotti del territorio e sugli abbinamenti possibili – il tutto pensato in chiave globale. Sui mercati esteri il nostro vino è sempre molto richiesto, ed oltre al lavoro di pratica per esercitari su come diventare sommelier nei ristoranti o presso delle strutture alberghiere o di ristorazione, è possibile anche pensare a lavorare come responsabile della vendita e comunicazione di alcune aziende agricole.

Esistono a tal fine anche le specializzazioni in marketing del vino, che dopo la formazione sommelier di base, si possono seguire per un precorso più specifico nell’export in particolare.

 

Una carriera internazionale

La chiave di volta è quella di abbandonare i pregiudizi e scoprire come diventare sommelier “del mondo”. Ogni vino che si assaggia può essere una scoperta, un racconto e non va eliminato a priori solo perché non corrisponde ai propri canoni.

Si tratta di un continuo allenamento alla degustazione, per affinare la capacità di raccontare un vino e il suo territorio, descrivere e suggerire gli abbinamenti, ma anche guardare verso le evoluzioni del mondo vitivinicolo – perché il mondo del vino, cresce in modo esponenziale ed è sempre pronto al cambiamento nonostante le tradizioni millenarie.

Tutto ciò può diventare un percorso di lavoro all’estero, dato che la richiesta di sommelier professionisti è sempre molto alta nel mondo, e un italiano (oppure chi ha studiato e praticato in Italia) parte sempre da un vantaggio culturale, in questa che insieme alla Francia, è considerata la terra del vino.

Gli sbocchi professionali per i sommelier italiani all’estero sono molti, dato che il vino made in Italy è il più venduto nel mondo, con oltre 20 milioni di ettolitri all’anno.

Gli wine specialisti italiani sono perciò tra i più richiesti, o almeno quelli che si formano in Italia come esperti di vino e distillati nostrani.  E in diversi paesi, si può lavorare anche come esperti nella vendita degli wine shop, il corrispettivo delle nostre enoteche, per diffondere lo stile italiano di degustazione e abbinamento. Uno stile intramontabile, ma che agli occhi dei clienti deve anche risultare impeccabile!

Sono diventato sommelier! E ora? ultima modifica: 2018-05-28T13:28:23+00:00 da Cristina