Barman vs Bartender: Corsi Formazione Barman

Barman vs Bartender: Corsi Formazione Barman

Cosa fa esattamente un barman? E un bartender?

barman

Barman vs bartender. Differenze e corsi di formazione

Chi desidera diventare un barman inizia a cercare dei corsi di formazione nel settore beverage, che spesso si identificano come corsi per bartender. Sono dei sinonimi? In realtà, esistono delle differenze tra queste due figure nel mondo degli spirits.

Per chiarire la situazione lessicale e lavorativa, partiamo dalla lingua inglese, dalle mansioni di un barista e dalla storia del bartending. Sarà sicuramente di utile comprensione per chi desidera iscriversi ad un corso per barman ma teme di non essere un buon bartender…

La figura del barman, il professionista della miscelazione

Quello del barman è un ruolo professionale che nasce nel momento quando nascono i bar, dalla tradizione dei café, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: si comincia a definire così la persona che lavora al bancone, il bar-man (ovviamente, a quel tempo era ben difficile trovare una bar-lady o bar-woman).

Il barista classico era colui che serviva da bere, ma il barman come lo intendiamo oggi non lavora come l’antico cameriere che versava con gentilezza un gin liscio. Un barman percepisce i sapori e le caratteristiche dei distillati, ed esegue anche la preparazione dei cocktail, gli squisiti mix tra ingredienti che tanto hanno fatto la fortuna dei bar in tutto il mondo.

Conosce le ricette drink più richieste e, se è un barman esperto, di certo ne avrà pensata qualcuna delle sue. Meglio ancora se, dopo tanta esperienza, si è potuto dedicare a diventare barman esperto nella mixology – l’arte di miscelare con creatività, ben oltre i semplici cocktail rinomati.

I barman storici e pionieri come Jerry Thomas o Harry MacElhone, sono stati dei veri studiosi di distillati e mix, per inventarne sempre di nuovi.

La figura del barista, quindi si è evoluta nel tempo andando al di là del bancone, e seguendo anche dei corsi per lavorare in laboratorio, come un creatore di aromatic bitter (ad esempio l’angostura), o drink innovativi tra sferificazione e gelificazione dei cocktail.

Partendo dalla classica figura del barista, che serve bevande e prepara gli snack, quindi, il barman è diventato un professionista specializzato nella preparazione di cocktail e long drink, molto richiesto in contesti come lounge bar, ristoranti, alberghi, locali dedicati alla mixology, oppure negli eventi in cui stupire con un servizio bar accurato – in alcuni casi persino acrobatico, per chi studia il freestyle! E qui, arriviamo al punto in cui tra barman e bartender si possono notare delle differenze…

Il bartender, esperto in velocità e tecniche di miscelazione

Se il barman prepara i suoi cocktail con misurini, shaker e attrezzature tradizionali, presentando i drink con attenzione ai clienti, al contrario, il bartender spesso lavora con tecniche legate alla velocità e all’organizzazione, che rendono rapida la realizzazione del cocktail in contesti come locali notturni, discoteche, pub. Ambienti dove sia necessario gestire una maggiore affluenza di clienti, lavorare con ritmi più frenetici e e magari con una preparazione di squadra bartender ben definita.

Colui che si prende cura del bancone e del servizio, letteralmente il bar-tender, è più di un semplice esecutore: è in grado di gestire situazioni anche complesse, in modo rapido e preciso, sostenendo la creazione di cocktail che spesso sono presenti nei menu (drink list) non troppo elaborati ma ricchi in varietà.

A volte il bartender è più operativo e meno acculturato del barman, dato che conosce bene i distillati ma non spende molto tempo nella ricerca di nuovi sapori o mix, mentre si occupa al meglio dell’organizzazione del lavoro, delle forniture, del problem solving e della gestione dei clienti con un approccio coinvolgente e dinamico.

 

Per molti osservatori del sistema lavoro nei bar, i bartender si identificano anche con i barman acrobatici, ovvero capaci di padroneggiare gli strumenti come shaker, bottiglie e bicchieri con tecniche spettacolari definite flair, in grado di attirare pubblico e attenzione intorno a sé.

Lo stile flair in un bartender, a volte studiato e praticato come regola per lavorare con rapidità, comporta una preparazione dei cocktail veloce, creativa, con versaggi contemporanei dei diversi ingredienti, lanci e prese davanti a sé o dietro la schiena – insomma tecniche che stupiscono e affascinano chi si avvicina al bancone.

Un modo per coinvolgere, che porta di certo ad un maggiore prestigio del barista e del locale, oltre che ad un incremento delle consumazioni.

I bartender più bravi spesso partecipano a competizioni ed esibizioni, da quelle nazionali a quelle internazionali come le Grand Slam Competitions della WFA (World Flair Association).

 

Per chi cerca un corso barman, può capitare di vedere, quindi annunci di formazione per bartender, bartending e anche global bartender. In quest’ultimo caso, si parla di bartender per utilizzare una denominazione internazionale diffusa, dove questa figura professionale unisce sia barman che barlady, evitando così differenze linguistiche di genere, e specificando che si tratta di una formazione di tipo cosmopolita.

Il settore turistico spesso ingloba migliaia di barman stagionali tra hotel, navi da crociera, alberghi di località sciistiche così come villaggi e resort nella stagione calda. E a volte sono richieste competenze che vanno dal bartending in velocità alla caffetteria, alla conoscenza dei distillati locali.

Per questo, una formazione con corsi barman completi permette di gestire anche differenti situazioni lavorative, in ogni contesto.

Ti invitiamo, alla fine della lettura di questo articolo, a visitare la pagina del nostro

CORSO BARMAN

attivo su oltre 20 città italiane, riconosciuto a livello internazionale e strutturato su un percorso di 4 livelli.

Il corso con processo formativo realizzato in conformità alla Norma Internazionale UNI EN ISO 9001:2015.

Corsi barman, il livello base per entrambe le professioni

Una figura professionale completa nel bartending si crea nel tempo, ovviamente, ma la formazione da cui partire è fondamentale e deve prevedere una base solida nella preparazione cocktail, con la possibilità di specializzarsi in seguito nella mixology oppure nelle acrobazie del bartending acrobatico.

Degustibuss propone, per questo, dei corsi per barman che forniscono delle nozioni su diversi livelli, per poter arrivare a creare un cocktail a regola d’arte, e comprendere come si effettua un servizio bar impeccabile – che consentirà di modularsi sia come barman in un lounge bar, sia come bartender in un affollato locale notturno.

 

Il corso barman è strutturato su 3 livelli: uno base caratterizzato da un intenso lavoro pratico al bancone, e uno di approfondimento dedicato alla miscelazione, fino ad un terzo specializzato in modo più ampio.

Il corso si svolge all’interno di un cocktail bar, quindi si impara immediatamente come utilizzare il bar, come preparare i cocktail con alcolici e ingredienti variegati, usando attrezzature da barman di alta qualità. Si tratta degli strumenti del mestiere da conoscere assolutamente in ogni caso: sia per chi vuole diventare barman sia per chi preferisce la figura del bartender.

 

  1. Nel primo livello si imparano le tecniche di costruzione drink e i dosaggi, oltre alla capacità di accogliere i clienti, con prove pratiche di preparazione dei cocktail più richiesti, le tecniche di taglio e decorazione della frutta. Per chi desidera diventare bartender, già nel primo livello si può apprendere quali sono i movimenti da barman acrobatico, che dovranno sicuramente essere approfonditi in seguito, in una fase successiva.
  2. Il secondo livello del corso barman avanzato, porta la formazione sulla storia della miscelazione, l’evoluzione dei cocktail nella storia e lo studio di liquori, distillati, spirits di varia provenienza. Oltre ad approfondire costruzione dei cocktail e servizio di presentazione drink, si fa il focus sull’analisi sensoriale dei drink, tra vista, olfatto e gusto. Inoltre si affrontano ingredienti come sciroppi alcolici e analcolici, drink carbonati, emulsioni, cocktail affumicati, bitter.
  3. Il corso Elite Bartender di terzo livello, è focalizzato sulla miscelazione creativa, sulle tendenze come la sferificazione dei cocktail molecolari, e i cocktail a “km zero”. È questo il livello anche per chi cerca un corso da bartender, dato che in tale fase, può approfondire le tecniche di flair bartending, lavorando con docenti specializzati su tempi, lanci, impugnature e controllo oggetti.

 

I corsi barman sono aperti a tutti, non richiedono qualifiche o attestati e consentono di diventare barman o bartender in tempi rapidi (48 ore totali di formazione). Per lavorare subito nei bar e  nei locali con la possibilità, in seguito, di approfondire le tecniche di bartending o mixology.

 

Sono 7 le sedi in tutta Italia per iniziare a sperimentare la formazione barman Degustibuss, dove ospitiamo ogni anno circa 1200 persone che ottengono il Diploma Nazionale Barman.

Un attestato valido a livello nazionale e internazionale, che consente di lavorare in modo regolare come barman o bartender, differenze che si costruiscono nel tempo, unendo il divertimento al guadagno: in alcuni contesti, un barman esperto può guadagnare centinaia di euro a serata. Quindi, è bene partire dalla corretta formazione!

Barman vs Bartender: Corsi Formazione Barman ultima modifica: 2018-12-14T14:42:35+00:00 da degustibuss