Packaging: la Bottiglia di vetro è sempre la migliore?

Packaging: la Bottiglia di vetro è sempre la migliore?

Quanto influisce il packaging sulla propulsione all’acquisto?

La bottiglia di vetro con il tappo in sughero è la soluzione più diffusa tra gli scaffali delle enoteche Italiane, o così almeno sembra a prima vista. Ma sappiamo che esistono moltissime combinazioni di materiali e tappi per il nostro amato nettare di Bacco.

Nel determinare se la bottiglia di vetro con un tappo di sughero è il miglior contenitore per il vino, la considerazione principale deve essere la natura del vino, ovvero la sua qualità, il suo posizionamento commerciale ed il pubblico destinatario, senza perdere di vista, ovviamente, le imposizioni di Legge e le tradizioni.

Siamo sicuri, quindi, che una bottiglia di vetro con tappo in sughero naturale sia sempre il miglior contenitore per il vino?

bottiglie di vetro per vino

Il ruolo dei disciplinari e della tradizione

Le bottiglie di vetro con chiusura in sughero naturale sono ancora la combinazione scelta per molti produttori di vino in tutto il mondo. Tuttavia, la legislazione e la tradizione impongono – talvolta – tale soluzione: Pierre Péters imbottiglia la sua gamma di Champagne in bottiglie di vetro chiuse con tappo di sughero perché il Disciplinare AOC Champagne impone così. Il produttore Cà dei Frati in Lombardia imbottiglia i suoi vini nella ormai celebre bottiglia con lo stemma e collo particolare a causa della tradizione della proprietà, non a causa del requisito legale di farlo.

Allo stesso modo, in Francia, Guigal colloca la maggior parte dei suoi vini in bottiglie di vetro con tappi di sughero naturale poiché i consumatori Francesi e Europei sono ancora resistenti a una combinazione alternativa, anche con vini entry-level da 7 a 10 Euro.

Il packaging ha un suo “peso”

Anche il peso della bottiglia gioca un ruolo: non ci avevate mai fatto caso che alcune bottiglie pesano più di altre? Ecco che gli scaffali delle enoteche iniziano a mostrare segni di diversificazione. I vini entry level vengono solitamente imbottigliati in bottiglie più leggere mentre per i prodotti premium è riservata una bottiglia più pesante, che ha l’intenzione di coinvolgere l’esperienza del consumatore anche attraverso il peso ed il tatto.

Louis Jadot in Borgogna mette i suoi vini migliori in un tradizionale duo di bottiglie di vetro e un tappo di sughero naturale, in linea con le aspettative dei consumatori. Tuttavia, imbottiglia molti dei suoi vini bianchi entry-level in bottiglie di vetro leggero da 450 grammi.

Alternative al vetro per le bottiglie di vino

Pensiamo ora ai vini prodotti in grandi quantità: pensate che per essi la classica bottiglia di vetro sia la più appropriata? Molti vini sono meglio contenuti in imballaggi alternativi, a causa di costi, immagine, rischio di contaminazione da sughero (2,4,6-tricloroanisolo o TCA), peso e riciclabilità.

Gli imballaggi alternativi (Tetra Pak, PET, alluminio, Bag in Box) prendono in considerazione anche i punti di consumo: pensate ai luoghi dove il vetro potrebbe essere pericoloso o addirittura è illegale. Manifestazioni sportive, concerti, aerei di linea etc., qui i contenitori sono PET, TetraPak o Lattine per poter accontentare i clienti rispettando le regole della sicurezza.

Il bag-in-box è economico da produrre, il vino può essere trasportato sfuso e le scatole possono essere riempite nel paese di vendita. Gran parte del vino generico viene venduto nei supermercati italiani in questo modo, e i marchi globali basati sul volume come Jacob’s Creek sono disponibili in bag-in-box in diversi mercati in tutto il mondo.

Parliamo dell’importanza del tappo

Ma ci sono anche considerazioni tecniche che determinano la tipologia di contenitore e di chiusura: sto parlando dell’OTR (Oxigen Transmission Rate).

La quantità di ossigeno che viene trasmessa dal tappo verso l’interno della bottiglia determina la velocità di evoluzione del vino durante un periodo di tempo: maggiore è la trasmissibilità, più velocemente il vino si evolve e, conseguentemente, declina.

Sui tappi esiste un’ampia gamma di scelta e alternative al classico mono pezzo in sughero:

– quelli sviluppati da Diam hanno una gamma di OTR molto varia e passano attraverso un processo di pulizia che utilizza la CO2 supercritica che rimuove i composti aromatici, incluso il TCA. I loro prodotti più costosi sono impiegati da Hugel (Alsazia) per i suoi Grand Cru. Anche Amorim offre una garanzia sui propri tappi in sughero.

– Nomacorc produce chiusure sintetiche con un’ampia gamma di OTR, evitando il rischio di TCA. La chiusura meno permeabile offerta è promessa per invecchiare il vino rosso fino a 25 anni.

– Ci sono poi i tappi in vetro. Il Paese che li impiega maggiormente è l’Austria e, sebbene sia una soluzione costosa, elimina il rischio di contaminazione del tappo e consente una lenta immissione di ossigeno.

– Tappi a vite. l’Australian Wine Research Institute ha rilevato che l’OTR di un buon sughero naturale lungo e quello dei migliori Stelvin è approssimativamente lo stesso: 0,0002 ppm contro 0,0001 ppm per giorno di ossigeno.

I tappi di alta qualità possiedono una velocità di trasmissione dell’ossigeno (OTR) sostanzialmente simile, anche se diversa, ai tappi a vite. Sembrerebbe quindi pacifico che un buon tappo di sughero ed un tappo a vite possano essere quasi intercambiabili, ma così non è: come detto sopra, Disciplinari e tradizione giocano un ruolo fondamentale. L’accettazione delle chiusure a vite sta aumentando, ma ci sono ancora Paesi scettici, come l’Italia.

Mentre in Paesi come Australia e New Zealand la grande maggioranza dei migliori vini sono chiusi sotto Stelvin, ad oggi solo una piccola parte dei vini domestici vengono chiusi con il tappo a vite.

Si segnala tuttavia che anche le regioni vinicole più tradizionali e classiche del Vecchio Mondo, come Bordeaux, le cose stanno evolvendosi: Château Margaux sta conducendo prove OTR a lungo termine (20 anni) con le stesse annate chiuse con sughero tradizionale, sughero agglomerato e Stelvin. Un bel passo avanti.

Nascosti dentro la capsula e disposti su uno scaffale – quindi – è quasi impossibile riconoscere se si tratta di una bottiglia leggera o pesante, se il tappo è in sughero o invece in una delle tante alternative appena descritte. Dite la verità: non ci avevate pensato.

Quindi: vetro o non vetro?

Adesso sembra più facile convenire che per i vini progettati per essere venduti in grandi quantità a un prezzo accessibile e da consumare subito dopo l’acquisto, le bottiglie di vetro chiuse con un tappo di sughero naturale non offrono la migliore combinazione per i consumatori.

La bottiglia di vetro con tappo in sughero, quindi, non è sempre la soluzione migliore, ma, a causa della legislazione in alcune regioni, tuttavia, è l’unica soluzione ammessa. È ancora l’opzione preferita per i vini di alto valore del Vecchio Mondo, anche se si notano sempre più cenni di evoluzione in questo settore. Tuttavia, con vini entry-level, il vetro e il sughero sono una combinazione costosa con margini bassi. Il sughero naturale è associato a un OTR irregolare e il rischio di TCA è sempre presente. Per i produttori che desiderano preservare lo stile del loro vino, i contenitori alternativi offrono la flessibilità di formati più grandi, imballaggi più economici, protezione contro il TCA, e un’immagine moderna.

La prossima volta, davanti allo scaffale dei vini, fermatevi a pensare.

Cristina Mercuri

Classe 1982, vive a Milano da oltre dieci anni, ma il suo cuore continua a parlare Toscano.
È una Wine Educator e consultant, studente del Master of Wine, in possesso del Diploma WSET, con una lunga esperienza su vini italiani e stranieri, oltre che distillati.
Svolge abitualmente attività di formazione a consumatori o aziende in campo Wine & Spirits, oltre che attività di Team Building dove l’obiettivo sia quello di socializzare e aprirsi ai colleghi. È un’esperta nella gestione di eventi di degustazione dove l’interazione con il pubblico è elemento essenziale.
Attualmente, oltre a rappresentare alcune aziende vinicole come Ambassador e Presenter, è Head of Education per l’Accademia Degustibuss International.

Packaging: la Bottiglia di vetro è sempre la migliore? ultima modifica: 2019-08-01T10:21:30+00:00 da degustibuss