Milano è Simply the Best.

Milano è Simply the Best.

Terza edizione di Simply the Best, la rassegna enologica di Civiltà del Bere

milano simply the best

Si è tenuta presso la prestigiosa sede del Museo della Scienza e della Tecnologia la terza edizione di Simply the Best, la rassegna enologica di Civiltà del Bere che raggruppa in un unico scenario i 51 migliori produttori d’Italia.

Come ricordato dal presidente Alessandro Torcoli “ed è ancora Simply the Best”. Un evento che raggruppa in un solo giorno sia cantine pluripremiate (da Tenuta San Guido a Tenuta San Leonardo, passando per Altemasi, Ornellaia e Donnafugata) che nuove promesse su cui le aziende stanno investendo in eccellenza.

Abbiamo cercato di assaggiare per voi il numero più ampio possibile di referenze (eh beh, qualcuno doveva pur farlo) ed abbiamo selezionato le nostre cinque aziende preferite.

 

Val la pena premettere che si parla del meglio del meglio, quindi questa classifica rappresenta un esercizio di stile o un gioco, più che una vera e propria gara a punteggi.

Milano, Simply the Best: quinto posto.

Al quinto posto troviamo Donnafugata. Azienda più che nota con sede a Marsala, riesce a distinguersi per tre punte di diamante: Chiarandà, Mille e una Notte ed il celeberrimo Ben Ryè. Vi raccontiamo il Mille e una Notte 2014. Ottenuto da Nero D’avola, Petit Verdot, Syrah e altre uve autoctone, questo vino proviene dagli appezzamenti nella zona di Contessa Entellina, parte sud occidentale dell’isola. L’annata 2014 è stata particolarmente fresca all’inizio della stagione, con un’impennata delle temperature e della luce del sole sulla parte finale della stagione. Ciò ha contribuito ad una maturazione lenta che ha portato eleganza e complessità a questo rosso iconico. Sentori di frutti rossi maturi, acidità bilanciata da un alcol molto ben integrato, tannini soffici e fini. Una texture piena e dal finale lungo. Ci è piaciuto un bel po’!

Milano, Simply the Best: quarto posto.

Quarto posto per un grande classico della Toscana: Tenuta San Guido. I produttori hanno portato in degustazione, oltre all’eccellente e indimenticabile Sassicaia, anche il Guidalberto: Cabernet Sauvignon e Merlot con una ricchezza del frutto molto interessante. L’uso di botti più giovani è eseguito in maniera esemplare, accompagnando e aggiungendo complessità ai sapori di more, prugne e al tipico sentore di peperone. Sorprendente la concentrazione. Secondo vino della Tenuta, secondo solo di nome, aggiungiamo noi.

Milano, Simply the Best: terzo posto.

Medaglia di bronzo per il primo sul podio di questa fittizia classifica va a Tasca D’Almerita. Mitica azienda siciliana che possiede Tenute sia nella parte più occidentale (Tenuta Regaleali, ad esempio) che nelle fresche zone dell’Etna DOC. Impossibile trovare un vino di qualità accettabile: si parte sempre dall’eccellenza. Abbiamo assaggiato per voi due dei vini che possono far sciogliere il cuore anche al più rigido dei giudici: Vigna San Francesco Chardonnay 2016 e Rosso del Conte 2014. Vi raccontiamo dello Chardonnay. La vigna San Francesco fu piantata per la prima volta nel 1880, quando il Conte Lucio portò l’idea di piantare vitigni internazionali quali Pinot Noir, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Sauvignon Blanc. In questa vigna sono rimasti fino ad oggi solo Cabernet Sauvignon e Chardonnay perché il territorio è particolarmente vocato. Terreni di sabbia, calcare, calcio e argilla donano un colore chiaro ed una qualità drenante.

Il San Francesco Chardonnay si raccoglie a inizio settembre: fermenta in acciaio, e poi viene trasferito in tonneau di 350l, dove viene praticato il battonage tutti i giorni per almeno due settimane. Successivamente, parte del vino viene trasferito per 8 mesi in barriques di rovere francese: 80% nuove e 20% di secondo passaggio. Dopo l’assemblaggio, il vino viene filtrato e lasciato ad affinare in bottiglia per almeno altri 8 mesi.

Il clima asciutto e ventilato, le estati soleggiate ma mai troppo calde, le buone escursioni termiche e la salubrità delle uve fanno sì che il vino presenti un’elevata concentrazione e intensità. L’uso sapiente del legno, il battonage e il lungo periodo di affinamento donano a questo vino una struttura cremosa ed elegante, mantenendo comunque livelli di acidità vibranti e freschezza del frutto, maturo ma non cotto. Un vino lungo, elegante, tipico delle migliori espressioni dello chardonnay in questa nobile terra. Se non lo avete mai assaggiato correte ad acquistarlo subito!

Milano, Simply the Best: secondo posto.

Medaglia d’argento alla bellissima Toscana: siamo a Bolgheri e precisamente a Le Macchiole. Lo stile dell’azienda è sobrio, fresco. Un Bolgheri che “bordoleggia”: tutti i vini, dal base al Paleo (100% Cabernet Franc) e Messorio (100% Merlot), evidenziano questo fil rouge. L’eleganza prima di tutto. Non aspettatevi frutta stramatura, gradi alcolici incredibili o vini pesanti. No, qui sembra di andare in Francia. Vi raccontiamo del Paleo rosso 2015.

Il vino è intenso, con complessi sentori tipici del vitigno quando è in splendida forma: piccole bacche rosse, leggero sentore di peperone cotto, un’affumicatura elegantissima e sottile. In bocca appare in perfetto equilibrio tra un’acidità elevata (buon segno che ci indica che – nonostante il 2015 sia stata un’annata calda – siamo davanti ad un vino che avrà molto da dire per i prossimi vent’anni, come minimo) e un peso del frutto intenso, concentratissimo. Vien da dire Slurp (scusate il tecnicismo). L’alcol è perfettamente integrato, così come i tannini: elevati sì, ma maturi. Un legno che quasi non si percepisce, ma che enfatizza il frutto. Insomma, un vino bellissimo.

Milano, Simply the Best: il vincitore.

E, infine, oro oro mille volte oro per San Leonardo. La super premiata Tenuta del Trentino ci emoziona anche oggi con il suo San Leonardo 2014. La cantina è bella, niente da aggiungere. Il luogo è magico, tra le valli di Avio: si gode dell’influenza del lago di Garda, che con i suoi venti Ora del Garda – che soffia al mattino – e Perler (al pomeriggio), regala inverni più miti, e una perfetta ventilazione che tiene lontane le malattie funghine.

Il terreno è sabbioso, con plot di argilla e ghiaia.

L’agricoltura è il più sostenibile possibile, con sistemi di monitoraggio della biodiversità sia della flora che degli insetti locali. Fiori coltivati ad hoc e vasche per l’accumulo pluviale, gestione della vigna con potature gentili e controllo quotidiano della biodiversità allo scopo di rafforzare la resilienza della pianta.

In cantina il vino viene vinificato separatamente per vigneto e vitigno, e viene assemblato dopo due anni. Dopo un parziale affinamento, l’enologo Carlo Ferrini decide se il vino è “degno” di diventare San Leonardo. Non tutti gli anni, infatti, viene prodotto.

La fermentazione avviene sempre in cemento di varie dimensioni, in maniera spontanea con lieviti autoctoni, si arriva anche a temperature che solitamente potrebbero definirsi elevate, fino a 33 gradi, ma frequenti delestage e successivi rimontaggi assicurano un’uniforme estrazione delle sostanze polifenoliche.

Dopo la malolattica, il vino viene svinato e prosegue il suo percorso verso la barriccaia: un’imponente sala sotterranea a cui si accede – pensate un po’ – premendo la mano su ciò che sembra essere un comune accatastamento di bottiglie. Uno tocca una delle bottiglie e tac, si apre un mondo magico. Musica classica, luci soffusissime, temperatura di 16°C e umidità costanti sono la culla per il giusto riposo di questo eccellente vino.

La maturazione avviene in barrique e tonneau di 500l (troncaise, allier e limousine principalmente) di media tostatura, non tutte nuove. Dopo 2 anni circa, il vino viene rimesso in cemento per la fase dell’assemblaggio, cui sosta 5 mesi. Ancora un po’ di tempo in bottiglia e finalmente il vino (il tempo complessivo si aggira intorno ai 5 anni dalla vendemmia) è pronto per essere degustato.

Un vino assai elegante, che racconta di un territorio soleggiato ma mai troppo caldo, sentori di frutta fresca e leggere tostature. Una texture complessa, un tannino vellutato e fine. Acidità che ci aspettiamo dal territorio trentino. Ecco: specchio del meglio di un Territorio sano e ricco.

So che non aspettate altro. Forza: andate ad acquistarlo!

Grazie a Civiltà del Bere, al suo presidente Torcoli e a tutto lo staff che lavora sempre per portare in alto una concezione del bere finalmente al passo con gli standard internazionali. Ci vorrebbero più spesso manifestazioni così.

 

Cristina Mercuri

Classe 1982, vive a Milano da oltre dieci anni, ma il suo cuore continua a parlare Toscano.

E’ una Wine Educator e consultant, studente del Master of Wine, in possesso del Diploma WSET, con una lunga esperienza su vini italiani e stranieri, oltre che distillati.

Svolge abitualmente attività di formazione a consumatori o aziende in campo Wine & Spirits, oltre che attività di Team Building dove l’obiettivo sia quello di socializzare e aprirsi ai colleghi. E’ un’esperta nella gestione di eventi di degustazione dove l’interazione con il pubblico è elemento essenziale.

Attualmente, oltre a rappresentare alcune aziende vinicole come Ambassador e Presenter, è Head of Education per l’Accademia Degustibuss International.

Milano è Simply the Best. ultima modifica: 2019-03-04T09:47:18+00:00 da degustibuss