La Puglia – dalla quantità alla qualità dei vini

La Puglia – dalla quantità alla qualità dei vini

Molte varietà di uva trovano il loro habitat ideale in questa zona e prosperano

Puglia

La Puglia si trova nel sud-est della penisola italiana, è all’estremità della penisola parzialmente bagnata dal mare adriatico e ionico.

Generalmente la Puglia gode di un clima mediterraneo caldo, con estate secca e calda e inverni freddi. Ovviamente ci sono differenze tra le aree.

La Puglia è composta da Daunia e Alta Murgia, Murge, Bassa Murgia e Valle d’Itria, Messapia e Salento. Queste aree mostrano differenze di clima, suoli e varietà di uva: dalle cime delle Daunia alle coste sabbiose del Salento che attraversano ampie e soleggiate aree collinari.

 

 

La Puglia del nord: la Daunia

La Daunia si trova nel nord della Puglia. Il massiccio del promontorio del Gargano funge da barriera naturale ai venti freddi che soffiano attraverso l’Adriatico dai vicini Balcani. Grazie a tali condizioni, la Daunia gode di un clima prevalentemente continentale, caratterizzato da inverni molto freddi, con neve e gelo, e generalmente estati lunghe, spesso molto calde.

I terreni sono profondi, con buon drenaggio e poca perdita d’acqua; le radici della vite penetrano facilmente, assicurando alla vite un adeguato apporto di acqua e nutrienti.

Molte varietà di uva trovano il loro habitat ideale in questa zona e prosperano, comprese le uve bianche come il Bombino Bianco, la Malvasia Bianca e il Trebbiano, ma in particolare le uve rosse, come il Nero di Troia, il Montepulciano e l’Aglianico.

 

La Puglia centrale: le Murge

Le Murge è un altopiano situato nella Puglia centrale, il terreno scende dolcemente verso la costa e verso sud, vicino a Bari. I terreni sono carsici e tufacei.

Il clima interno è tipico delle colline, con notevoli differenze di temperatura diurna e abbondanti precipitazioni; il clima diventa più mite man mano che ci si avvicina alla costa, grazie all’influenza mitigatrice dell’Adriatico, che riduce sia le forti temperature dei venti invernali dai Balcani che le ondate di caldo estivo.

Il vitigno della zona è il nativo Nero di Troia: i suoi vini monovarietali sono eleganti e ricchi di frutta, con note di fiori e spezie. Il Nero di Troia è al centro di due DOCG, Castel del Monte Rosso Riserva e Castel del Monte Nero di Troia Riserva. Anche le varietà Bombino Nero, Aglianico e Montepulciano, e le uve bianche Bombino Bianco, Pampanuto, Greco e Malvasia Bianca trovano in questo territorio un habitat ideale. Sulla costa, l’uva autoctona per eccellenza è il Moscato Bianco, che produce il Moscato di Trani DOP, un vino da dessert.

 

La Puglia del sud: la Valle d’Itria

La Valle d’Itria è a sud di Murge. Il clima qui è caratterizzato da inverni rigidi; le estati sono generalmente lunghe e calde, ma anche miti e ben ventilate, con temperature notturne significativamente fresche.

Per quanto riguarda i terreni, le formazioni carsiche sono comuni e i terreni sono calcarei o calcarei-argillosi, con le classiche terre rosse, terreni rossi derivati ​​dalle trasformazioni nel tempo della roccia. Le altezze del vigneto vanno da 350 a 420 metri, e le pendenze sono molto dolci, generalmente rivolte a sud-est.

La viticoltura in Valle d’Itria contrasta con la tendenza regionale all’uva da vino rosso; i suoi vigneti sono dedicati alle uve bianche, che presentano aromi delicati e buoni livelli di acidità. Due varietà hanno sempre predominato, Verdeca e Bianco d’Alessano.

 

Magna Grecia. Dalle colline delle Murge alle pianure di Taranto e della costa ionica.

Il clima è classico mediterraneo, con il mare vicino e le sue frequenti brezze che mitigano le temperature, in particolare lungo la costa, e contribuiscono alla salute delle viti.

L’area è prevalentemente pianeggiante, con lievi colline nell’entroterra, i terreni sono sabbia-argilla e terre rosse.

Il Primitivo è responsabile di alcuni dei vini più popolari della Puglia, il DOC Primitivo di Manduria, scuro e ricco, coltivato più a sud tra Brindisi e Taranto. La caratteristica principale dell’allevamento del Primitivo è la sua maturazione precoce, da qui il suo nome: primitivo significa “prima” nel dialetto locale. Un’altra caratteristica del Primitivo è che le sue bacche facilmente accumulano notevoli quantità di zucchero e quindi producono vini ad alto contenuto alcolico. Inoltre, la buccia è molto ricca di antociani; questa qualità, se combinata con quegli alti livelli di zucchero, spiega perché il Primitivo è sempre servito come vino perfetto per l’assemblaggio con varietà a buccia più sottile.

I vasti vigneti del Primitivo qui, storicamente allevati ad alberello, sono l’elemento visivo costitutivo del paesaggio e rappresentano un patrimonio inestimabile, molti dei quali superano addirittura gli 80 anni di età.

Il Negroamaro è un’altra importante uva locale, che si adatta molto bene a questi terreni e alle intemperie.

 

Il Salento

Il Salento è circondato su tre lati dal mare, è la punta più meridionale della Puglia, una lingua di terra che si estende tra i mari Adriatico e Ionio. Il terreno è prevalentemente pianeggiante, in particolare intorno a Lecce e Brindisi.

Questa è un’area di sole abbondante, il cui clima mediterraneo è noto per le sue estati lunghe e calde, ma anche per le sue costanti brezze marine, che diffondono i vigneti e aiutano le viti a tenere a bada gli insetti nocivi.

I terreni sono prevalentemente di loam, ma ci sono anche terreni calcarei, meno spessi e meglio drenati; terre rossastre; e terreni rocciosi ricchi di minerali, quindi la penisola offre un habitat ideale per una varietà di vitigni e contribuisce alle personalità dei suoi vari vini.

La penisola salentina è la patria del Negroamaro. Se coltivato ad alberello, come le viti più vecchie e tradizionali, può produrre vini ricchi e speziati.

Il Negroamaro è un’uva autoctona ricca di polpa e con un grappolo compatto e piccolo; il vino emana aromi di erbe mediterranee e radice di liquirizia.

Il Negroamaro si assembla con piccole proporzioni di Malvasia Nera e il Primitivo, più strutturato, per doc come Salice Salentino. Tende ad avere una maturazione più tardiva del primitivo, e a dare tannini più strutturati e intensi. Viene anche usato per produrre un vivace rosé. Il nome significa “scuro, amaro” ma i vini sono – talvolta – un po’ morbidi.

Insieme al Primitivo e al Nero di Troia, il Negroamaro completa il trittico delle varietà autoctone più conosciute e più esportate della Puglia.

Il Negroamaro produce grandi vini rossi, entrambi di stile giovanile e destinati a una lunghe fermentazioni, ma è sempre stato utilizzato anche per uno stile distintivo di rosé. Si ricorda che il primo rosé imbottigliato in Italia, nel 1943 da Leone de Castris (Five Roses), è stato realizzato appunto dal Negroamaro.

 

Gli anni ’90: la Puglia come produttrice di vini di qualità

La più grande sfida della Puglia dalla fine degli anni ’90 è stata quella di reinventarsi come produttore di vino di qualità piuttosto che come fornitore di vino sfuso. Purtroppo, solo di recente i produttori stanno rilasciando vini di alta qualità (Calò, Leone de castris o Tormaresca, quest’ultimo di proprietà di Antinori) perché fino a qualche decennio fa la maggior parte della sua produzione era sfusa o IGT, e ancora molti piccoli produttori hanno poca conoscenza in tema di viticoltura, il che spiega la loro qualità molto modesta.

 

Una riduzione degli impianti voluta dall’Unione Europea ha costretto i produttori ad adottare un approccio più orientato al mercato, ma molti produttori che producono vino destinato alla vendita all’ingrosso al nord o all’estero sono ancora presenti.

Lo Chardonnay, il Merlot, il Sangiovese e il Trebbiano Toscano sono principalmente spediti sfusi.

La prima area a sperimentare e avere successo nella produzione di qualità è stata il Salento, che ha goduto di un boom dalla fine degli anni ’90, dove un’accurata selezione e la moderna vinificazione possono dare vita a vini di grande appeal e valore.

 

Cristina Mercuri

Classe 1982, vive a Milano da oltre dieci anni, ma il suo cuore continua a parlare Toscano.

E’ una Wine Educator e consultant, studente del Master of Wine, in possesso del Diploma WSET, con una lunga esperienza su vini italiani e stranieri, oltre che distillati.

Svolge abitualmente attività di formazione a consumatori o aziende in campo Wine & Spirits, oltre che attività di Team Building dove l’obiettivo sia quello di socializzare e aprirsi ai colleghi. E’ un’esperta nella gestione di eventi di degustazione dove l’interazione con il pubblico è elemento essenziale.

Attualmente, oltre a rappresentare alcune aziende vinicole come Ambassador e Presenter, è Head of Education per l’Accademia Degustibuss International.

La Puglia – dalla quantità alla qualità dei vini ultima modifica: 2019-02-21T14:27:58+00:00 da degustibuss